La Voce del Padrone

Capitalism stencilCi sono figure, in carne e ossa, che aiutano. Servono.
Sono indispensabili a ricordarci perché stiamo dove stiamo. Necessarie, perché spazzano via ogni dubbio sulle scelte da compiere. Ti indicano in maniera naturale da che parte stare.

Adesso mi riferisco ad AA, attuale boss di quella squadra che fu, in cospicua parte, patrimonio di quel tiranno appena trucidato e il cui pacchetto azioniario è ancora tutto lì, però congelato. In tutto e per tutto sembra voler assumere pose e modi – pare faccia fico – di SM, pure lui boss di quella azienda che fa automobili vecchie quando ancora devono uscire, pure quella in cospicua parte patrimonio di quel tiranno appena trucidato e il cui pacchetto azionario…

Il tono – sprezzante e perentorio e arrogante – è obbligatorio. Caca sentenze in serie, sprovvisto d’ogni pezza d’appoggio. Presenta bilanci disastro, da libri in tribunale subito e rivolta di azionisti truffati, come fossero cavalcate trionfali. Sostiene che, siccome al mondo esistono ladri che non vengono beccati, allora i furti propri, colti nella flagranza e nel dolo e nello scasso, non hanno valore. C’ha la finanza in casa e inchieste intorno e spara esposti e minacce come sputafuoco al circo. Pretende. Intima.

Licenzia.
Il campione che per la squadra (sua?) ha fatto vagonate di gol che non li sa contare. Il giocatore che per venti anni ne ha portato la maglia in giro per il mondo. Badate, non sono un suo fan particolare. Ma un campione è un campione, e ha diritto di dire lui quando smette, quando è finita, ragazzi è stato bello, da oggi c’è una vita diversa.
Meriterebbe maglie e fan diversi, d’Albione forse, che lo farebbero fuggire con scorta e macchinone, lui, che ha meriti dei quali non vi è traccia.

Essi però ci aiutano.
A ricordare perché.
Contro i Padroni, sempre.
L.